BRP - Better Reading Partnership

30 Aprile 2020

Ho incontrato per la prima volta il Better Reading Partnership Programme (BPR) negli anni Novanta durante un convegno tenuto a Torino sul bilinguismo. E’ stato uno studioso inglese, proveniente da Bradford, in Inghilterra, a presentare questa metodologia elaborata secondo criteri di scientificità e mirata a recuperare i molteplici aspetti dell’abilità di lettura. Il metodo mi ha da subito “elettrizzato” per la sua semplicità ed efficacia: un volontario che diventa Reading Partner lavora individualmente con un bambino per 30 incontri della durata di 15 minuti per rimediare una serie di difficoltà di lettura e, forse cosa ancora più importante, per rimediare l’autostima “ferita”.
Una difficoltà, o un ritardo nella decodifica oppure nella comprensione del testo scritto si ripercuote, com’è facilmente intuibile, in modo negativo su svariati ambiti d’apprendimento e …. ha spesso effetti deleteri sull’autostima dell’alunna.
La forza del BPR sta proprio nell’invertire questa spirale negativa che esiste tra fatica nella lettura, carenze nelle performances delle varie materie scolastiche e immagine negativa di sé. Dopo i 30 incontri individuali di lettura con lo stesso Reading Partner, il “guadagno” può essere effettivamente notevole. Spesso, i bambini che hanno seguito il programma, arrivano ad eguagliare i compagni di classe noti come lettori competenti. E oltre ad avere migliorato la lettura, iniziano ad essere più presenti, più attivi e partecipi ai vari apprendimenti che si svolgono nelle loro classi.

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Dopo il convegno di Torino ho cercato di approfondire la mia conoscenza sul Better Reading Partnership. Volevo comprendere meglio come applicare concretamente questa metodologia con i bambini in difficoltà, ma in internet ho trovato solamente indicazioni di tipo generico. Anche una ricerca bibliografica su questo metodo non ha avuto alcun esito. Non esistevano pubblicazioni al riguardo.
Avevo da poco aperto un mio studio privato come pedagogista clinico e mi trovavo in difficoltà con le tecniche di recupero delle difficoltà di apprendimento conosciuti nei corsi di formazione che avevo frequentato. Si trattava di metodi molto elaborati e di altissimo rigore scientifico, ma che prevedevano tempi di recupero molto lunghi e di conseguenza un costo molto alto per le famiglie. Il metodo del BRP mi sembrava invece un’ottima alternativa per ovviare a queste difficoltà, e questo per più ragioni: le 30 sessioni che ogni bambino fa con il suo Reading Partner si svolgono in un tempo relativamente breve (cioè nell’arco di 10 settimane); i bambini inseriti nel programma non devono essere portati dallo specialista, ma vengono seguiti direttamente a scuola (il che giova parecchio alla faticosa organizzazione dei tempi familiari); i Reading Partners lavorano su base volontaria e la partecipazione a questo programma non presenta dunque un costo per le famiglie.
Nel 2006 ho trovato sul sito del comune di Bradford l’annuncio per un corso di formazione di tre giorni per diventare Trainer BRP. La partecipazione a questo corso mi avrebbe abilitato a formare degli adulti come Reading Partners.
Mi sono iscritto.
Al ritorno da Bradford ho tradotto i materiali didattici in italiano e ho proposto il BRP ad alcune scuole della città e della provincia di Torino. Il “Better
Reading Partnership” è diventato quindi “Amici di Lettura”. Bradford si trova nel West Yorkshire ed è vicina urbanisticamente a Leeds.
La città si è sviluppata molto durante la rivoluzione industriale ed è diventato un centro importante di manifattura tessile. Nell’Ottocento veniva considerata “la capitale mondiale della lana”. Da un punto di vista demografico, Bradford conta un po’ più di 500 mila abitanti; di questi circa un terzo è composto da gruppi con un background migratorio, principalmente pakistano. Le scuole elementari che ho potuto vistare durante il mio soggiorno, erano infatti frequentate per a maggior parte da bambini pakistani ed indiani. Il BRP nasce quindi e si inserisce in un contesto di bilinguismo e può essere considerato anche un acceleratore nell’apprendimento della seconda lingua, nel caso di Bradford, dell’inglese. Durante il corso che ho frequentato a Bradford, un’unità di lavoro veniva dedicata alle modalità utilizzate per implementare il BRP nelle scuole. Le figure necessarie per svolgere il programma all’interno di una scuola sono: il coordinatore, il Trainer che forma dei volontari per diventare Amici di lettura e i bambini che partecipano al BRP. 

Il ruolo del coordinatore è cruciale per la buona riuscita del progetto e prevede un consistente numero di attività da svolgere. Deve “reclutare” gli adulti (i futuri Amici di lettura) che svolgeranno le attività di lettura con i bambini. 

Nelle scuole a Bradford il gruppo dei Reading Partners è variamente composto da volontari diversi. Si tratta in parte di genitori degli alunni che frequentano la scuola, in parte dei buissiness volonteers, ovvero persone con un impiego stabile che ottengono dalla loro azienda il permesso di assentarsi dal posto di lavoro per svolgere alcune ore settimanali di volontariato, ore che sono retribuite da parte dell’azienda (!). (Questo dato mette bene in luce il valore che nel Regno Unito viene attribuito al volontariato). A volte viene coinvolto anche del personale che lavora nella scuola, come ad esempio dei bidelli o delle figure addette al compito amministrativo.

Una volta ottenuta la disponibilità di queste persone di partecipare a un corso di formazione BRP, il coordinatore contatta il Trainer, il quale ha il compito di preparare gli Amici di lettura aspiranti alla loro funzione di accompagnare i bambini attraverso 30 sessioni di lettura individuali nel loro percorso di alfabetizzazione letteraria.

Al coordinatore spetta anche il compito di individuare all’interno della scuola quegli spazi nei quali si potranno svolgere le sessioni di lettura e aiutare la bibliotecaria della scuola a selezionare dei libri adatti. I testi individuati vengono poi ordinati per livello di difficoltà e sistemati in uno scaffale destinato al BRP. 

Un’ulteriore questione di cui si deve occupare il coordinatore è quella di individuare, con l’aiuto degli insegnanti, i bambini con difficoltà nella lettura che vengono abbinati agli Amici di Lettura. Di norma non vengono selezionati degli alunni con dislessia (i quali dovrebbero essere seguiti da pedagogisti, logopedisti o psicologi con formazione specifica in materia), ma dei bambini che presentano un semplice ritardo nella lettura. Sarà anche il coordinatore a somministrare ai bambini scelti delle prove di lettura, sia prima di iniziare le sessioni di lettura (pretest) sia a conclusione del progetto (post-test), per verificare l’accrescimento delle abilità di lettura ottenuto.

Una competenza fondamentale che il coordinatore deve possedere è la sua capacità di tenere e mantenere relazioni di cooperazione con i vari insegnanti dei bambini coinvolti nel programma. Dato che il bambino inserito nel BRP esce durante l’orario scolastico per lavorare con la sua Amica di lettura, gli insegnanti a volte non vivono del tutto positivamente il fatto che un alunno, che già presenta fragilità sul piano dell’apprendimento, si allontani dall’attività didattica.

Nella mia esperienza, il fatto che il BRP si svolga all’interno delle scuole ha però diversi vantaggi: il bambino o la bambina che esce dalla classe ricevendo un’attenzione esclusiva da parte di un adulto amichevole suscita l’invidia degli altri alunni, e di solito l’alunno che viene “prelevato” dalla classe si sente privilegiato e non stigmatizzato (come succede invece a volte ai ragazzini che devono fare logopedia al pomeriggio in un centro specializzato). Quando svolgevo in prima persona il ruolo di Amico di lettura in alcune scuole, ero solito a chiedere al ragazzino che usciva dalla classe per lavorare con me: “Ti ho disturbato nel mezzo di una spiegazione importante dell’insegnante o ti ho salvato?” La risposta che ottenevo puntualmente a questa domanda era scontata ed era accompagnata sempre da un sorriso di complicità.

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Anche se l’arrivo dell’Amica di lettura che viene a prendere l’alunno in classe può essere vissuto come un momento di disturbo per l’insegnante e predisporre un suo iniziale atteggiamento negativo nei confronti del BRP, il fatto che lo stesso alunno evolva positivamente nella lettura e diventi più sicuro e coraggioso a intervenire durante le lezioni, ha un effetto riconciliante sull’insegnante. Inoltre, il coordinatore tiene informato l’insegnante dei progressi dell’alunno, fatto questo che stimola la motivazione dell’insegnante a essere partecipe alla realizzazione del programma.
Quando l’alunna e la sua Amica di Lettura entrano nella stanza di lettura, l’alunna trova già alcuni libri e “cose” da leggere sul banco. La scelta che si trova davanti dipende ovviamente dai suoi gusti e dal suo livello di competenza. Tutto è possibile. Ci possono essere: libri di poesia per ragazzi e ragazze, storie illustrate, libri per conoscere, narrativa a tematica varia, ovvero horror, gialli, miti e leggende, fiabe, libri comici, ecc. E non solo libri ma anche “cose”: un biglietto del tram, un pacco di pasta, una scatola di fagioli, il “bugiardino” di un farmaco, ecc.
Tutti i testi, tranne uno, sono stati già affrontati nelle sessioni di lettura precedenti, e sono quindi testi conosciuti e riletti più volte dalla bambina. Uno solo dei testi invece è un testo del tutto nuovo che l’Amica di lettura ha scelto appositamente per il bambino o la bambina.

Ma la bambina non è arrivata nello spazio di lettura a mani vuote, ha portato anche lei un libro. Si tratta del libro che contiene il testo letto per la prima volta durante la sessione precedente e che è stato poi riletto più volte a casa.

All’interno di ogni sessione sono quindi presenti tre tipologie di testo: testi conosciuti da tempo e riletti già più volte; un testo introdotto durante la sessione precedente, sul quale il bambino si è esercitato a casa; e un testo del tutto nuovo che viene introdotto e letto per la prima volta (sarà il testo che deve essere letto a casa). 

Questi tre tipi di testo hanno una stretta corrispondenza con la struttura e il setting delle sessioni. Idealmente le varie attività svolte all’interno di una sessione sono distribuite nell’arco di 15 minuti: nei primi 5 minuti l’alunna sceglie e legge uno dei testi tra quelli già conosciuti. E’ la fase del “riscaldamento”. Tipicamente i ragazzini scelgono in questa prima fase un testo che padroneggiano bene e che parla di un argomento che piace. Di solito la lettura di questo testo scorre bene e l’alunna entra nel “flow” … sperimentandosi come lettrice capace, in gamba. 

I seguenti 5 minuti sono occupati dalla lettura del testo riportato da casa. Dato che questo testo è conosciuto da poco tempo, costituisce una sfida più alta per l’alunna. 

Durante questa fase della sessione di lettura, L’Amica di lettura osserva attentamente il livello di competenza della bambina. Si tratta di un momento cruciale in cui l’Amica di Lettura utilizza una metodologia di osservazione che nel gergo BRP viene chiamato il running report, ovvero l’osservazione in corso. L’Amica di lettura segna su una pagina del suo proprio diario tutte le parole correttamente lette, le auto-correzioni, le ripetizioni, le omissioni, le sostituzioni e le aggiunte, utilizzando un sistema di siglatura standardizzato. Lo scopo è quello di individuare il livello di difficoltà del testo, ed è sufficiente un’osservazione in corso anche di sole 50 parole. 

Dividendo il numero delle parole lette per il numero degli errori fatto, si arriva alla quota di correttezza. Idealmente il testo dovrebbe entrare nel “range” compreso tra il 90% e il 95% di correttezza. All’interno di questo “range” ’Amica di Lettura potrà essere sicura che la sfida non è né troppo alta né troppo facile, che non si presenta quindi né il rischio della frustrazione per un testo troppo difficile da affrontare né il rischio della noia per un testo troppo semplice.

L’ osservazione in corso è importante non tanto per verificare le capacità di lettura della bambina, ma per valutare l’adeguatezza della scelta del libro fatta dall’Amica di Lettura. E allo stesso tempo l’esito dell’osservazione diventa la base per la scelta e la proposta dei futuri testi.

Stiamo ora entrando nella fase finale della sessione: è il momento del testo o libro nuovo. Prima di lasciare il libro nelle mani esclusive della bambina, l’Amica di Lettura presenta brevemente il libro, leggendo il titolo, riassumendo in due o tre frasi il contenuto del libro e riflettendo insieme alla bambina su come il libro e la pagina da leggere siano strutturate: dove si trovano delle informazioni sull’autore, dove si trova l’indice, a quale categoria letteraria appartiene il libro (narrativa, scientifica, poesia ecc.), com’è la qualità delle illustrazioni, se si può trovare da qualche parte il nome di chi l’ha illustrato, com’è organizzata la pagina, se ci sono diagrammi, tabelle didascalie, ecc.? L’Amica di Lettura, inoltre, chiarisce il significato di parole sconosciute o difficili.

 
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Tendenzialmente quest’ultima fase richiede più tempo delle due fasi precedenti … e qui tocchiamo una delle questioni spinose che deve affrontare e risolvere ogni Amico di Lettura. E’ importante (ma non così semplice) rispettare il tempo dei 15 minuti. E’ facile – e parlo dalla mia esperienza personale – che l’Amico di lettura sfori, di anche molto, dal tempo standard di 15 minuti previsto per le sessioni. Considerando che – mentre si svolge la sessione di lettura – gli altri alunni della classe stanno procedendo con il programma, un’assenza troppo lunga del bambino che fa BRP non è conveniente.
Le cose sono ovviamente del tutto diverse quando il programma non si svolge in una scuola, ma in un contesto di dopo-scuola. In questo caso, certo, le sessioni potranno essere più lunghe.

Prima di poter affiancare con competenza un ragazzino per le 30 sessioni di lettura, l’adulto deve però “diplomarsi” come Amica di lettura, partecipando a un corso di formazione di 18 ore. Questa formazione mette l’adulto nella condizione di avere un’adeguata conoscenza del processo di lettura, delle strategie di lettura e delle modalità per sostenere con efficacia l’evoluzione delle abilità di lettura dei ragazzini e delle ragazzine coinvolte nel progetto.
Il corso per diventare Amica o Amico di lettura non prevede solamente un insegnamento frontale, ma i partecipanti potranno visionare dei video di alcune sessioni di lettura e anche una sessione di lettura dal vivo: un’Amica di lettura e il bambino seguito da lei, si prestano a eseguire una sessione di lettura di 15 minuti davanti al gruppo dei futuri Amici di lettura

Altre modalità usate durante la formazione sono le simulazioni e la messa in pratica concreta dei vari aspetti del metodo in un lavoro a coppia.

L’obiettivo principale del programma BRP è quello di mettere i ragazzini e le ragazzine in grado di saper affrontare il mondo dei libri e dei testi in modo indipendente e di sapere, quindi, come auto-correggersi durante la lettura e come affrontare, infine, con una certa indipendenza testi sconosciuti e di tipologie diverse.

Come si comporta l’Amico di lettura quando il suo alunno compie un errore nella lettura? 

Non corregge. Chiede al ragazzino di fermarsi e di vedere se trova in autonomia una parola o un passaggio non letto correttamente. Questo lo fa però solo dopo aver dato un rimando positivo relativo agli aspetti meritori della lettura effettuata. Usa quindi il “rimando efficace”, che diventa lo strumento più prezioso e potente a disposizione per incoraggiare l’alunno e per renderlo attivo nel cercare di auto-correggersi.

Alla fine del percorso BRP, il coordinatore somministra ai bambini coinvolti nel programma un post-test per individuare l’entità del progresso ottenuto. Il progetto si conclude con una cerimonia durante la quale vengono conferiti i diplomi e …. alla fine della quale, i bambini chiedono speso ai loro Amici di lettura, quando potranno fare con loro altre 30 sessioni di lettura.

Klaus Conrad

Amico di Lettura

IBAN: IT 97 U 05018 01000 000017078205
Codice fiscale: 91034290014

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